cielo e sabbia

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Sounds perfect Wahhhh, I don’t wanna

E’ tardi. Cerco la mia altra casa, e prendo un percorso che non conosco: un piccolo sentiero che corre lungo le fabbriche e la città tra la foresta. Sto solo cominciando a intravedere la natura, quando tutto ad un tratto, cala la notte. Sono immerso in un mondo di silenzio, ma non ho paura. Mi addormento per qualche minuto, al massimo, e quando mi sveglio, il sole è lì e la foresta brilla di luce intensa. Riconosco questa foresta. Questa non è una foresta ordinaria, è una foresta di ricordi. I miei ricordi. Quel fiume bianco e sonoro, la mia adolescenza. Quegli alberi alti, gli uomini che amavo. Quegli uccelli che volano, in lontananza, mio padre scomparso. I miei ricordi non sono più ricordi. Sono lì, vivi, vicino a me, ballano e mi abbracciano, cantano e sorridono.

Sto guardando le mie mani. Mi accarezzo la faccia e ho 20 anni. E amo come non ho mai amato.


Echoes of mine - M83

“Mi ricordo tre parole che un giorno avevo decifrato su una tomba di marmo nero giù a Damme in Fiandra, dentro una chiesa della mia patria perduta: ETSI MORTUUS URIT.

"Seppur morto, egli arde…”

Possano queste pagine, ultimo fuoco di quel che io fui, ardere ancora un momento, riscaldare ancora un istante le anime possedute dalla passione di donarsi e di credere: di credere malgrado tutto, malgrado la disinvoltura dei corrotti e dei cinici, malgrado il triste gusto amaro che ci lasciano nell'anima il ricordo delle nostre colpe, la coscienza della nostra miseria e l'immenso campo di rovine morali di un mondo che è certo di non aver più bisogno di salvezza, che da questo trae motivo di gloria ma che deve tuttavia essere salvato. Deve più che mai essere salvato.“

- Léon Degrelle